disturbi somatoformi

Disturbi somatoformi o di somatizzazione

Disturbi Somatoformi (o di Somatizzazione)

(Sintomi somatici e Disturbi Correlati nel D.S.M.V.)

Vengono inquadrati nei disturbi da somatizzazione (o disturbi somatici, come definiti dal DSM V), quei sintomi fisici le cui origini sono poco chiare e non attribuibili ad una condizione medica generale. In sostanza ci si riferisce con queste etichette nosografiche a tutte quelle situazioni in cui la medicina organica non riesce ad individuare una causa né una terapia adeguata.

 

La più difficile delle condizioni somatoformi sono i disturbi di conversione. Questi vengono descritti dalla psicoanalisi classica come rappresentazioni simboliche di conflitti inconsci (es. un conflitto relativo al vedere qualcosa potrebbe essere espresso per mezzo della cecità) . Nelle culture occidentali contemporanee, i sintomi somatici che sembrano semplici rappresentazioni simboliche di conflitti inconsci sono diventati relativamente rari.

Poiché la mente e il corpo sono un’unità un disagio o un conflitto psichico può essere espresso, sintomatologicamente, con il corpo e viceversa. I sintomi fisici, anche laddove non venga individuata una specifica diagnosi di tipo organico, sono reali e non pura fantasia della persona che ne soffre. Pertanto, la persona, dopo aver escluso con l’aiuto del medico le cause organiche dei suoi disturbi, può ipotizzare che stia somatizzando alcuni disagi della vita quotidiana e/o problematiche non risolte e rivolgere la sua richiesta di aiuto ad un professionista della salute psichica.

La comprensione di un disturbo somatoforme dovrebbe implicare un’analisi dei benefici secondari associati al sintomo (per esempio, in alcuni casi si può avvertire che l’unico modo legittimo per vedere appagati i propri bisogni di dipendenza sia quello di assumere il ruolo della persona malata), che sono quasi sempre inconsce e vanno affrontate con particolare tatto.

 

Alcuni disturbi somatoformi implicano una spinta ad agire. Il persona anoressica, per esempio, pensa: “Devo fare qualcosa per controllare il mio corpo”.

Nei disturbi dell’identità di genere, la persona può pensare: “Devo fare qualcosa per evitare che gli altri continuino a non capire che sono donna”.

 

Nell’ipocondria vi è una pervasiva preoccupazione per il proprio corpo che talvolta può azzerare qualsiasi altro pensiero. I pensieri possono includere la credenza terrificane che ogni dolore o sintomo sono una minaccia alla propria vita, preoccupazioni spesso accompagnate da un affetto depressivo e da una sensazioni di disastro.

In un gran numero di persone con disturbi somatoformi è possibile individuare una sindrome depressiva. I fattori precipitanti possono essere: perdite, malattie di altre persone, angoscia relativa ad alcuni eventi della vita, minacce al senso di autostima o di controllo, influenze culturali.

 

L’esperienza clinica mi dimostra che molti problemi psicosomatici possono essere affrontati e risolti con la psicoterapia, la quale è in grado di offrire uno spazio caldo e accogliente in cui poter ripensare alla propria vita, e di favorire il raggiungimento di una maggiore consapevolezza emotiva e cognitiva, facilitando la risoluzione dei sintomi fisici, anche attraverso l’individuazione dei legami tra sensazioni somatiche, vicende personali vita, sistemi di pensiero, modelli relazionali acquisiti.

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