Valutazione danno non patrimoniale

Danno non patrimoniale

Accanto al danno patrimoniale (art. 2043 c.c) vi è oggi il riconoscimento del cosiddetto danno non patrimoniale, il cui risarcimento è disciplinato dall’art. 2059 del c.c. il quale prevede il risarcimento del danno nei casi determinati dalla legge.
Ed è l’art. 185 del codice penale, secondo il quale ogni reato obbliga non solo alle restituzioni a norma delle leggi civili, ma anche al risarcimento del danno, sia esso di natura patrimoniale sia esso di natura non patrimoniale, a garantire tale possibilità.

Nella valutazione del danno:

  • occorre dimostrare che è sopravvenuta un’effettiva lesione legata con nesso causale all’evento lesivo, che ha minato il diritto alla salute del soggetto
  • occorre dimostrare la temporaneità della lesione
  • o la sua permanenza


La valutazione non può essere effettuata prima dei 12-18 mesi.

In base ai recenti orientamenti giurisprudenziali (Sent. Cas. n. 26972/09, 2673/09, 26974/09, 26975/09) il danno non patrimoniale è una categoria generale che non può essere suddivisa in autonome sottocategorie di danno.
Pertanto le distinte denominazioni: danno biologico e danno biologico di natura psichica, danno morale, danno esistenziale , vengono adottate solo a fini descrittivi e psicologico-giuridici.

 

Da le:
Linee guida per l’accertamento e la valutazione psicologico-giuridica del danno biologico-psichico e del danno da pregiudizio esistenziale (Ordine degli Psicologi del Lazio).

Il danno psichico ed il danno da pregiudizio esistenziale devono essere risarciti, come anticipato (corsivo mio), quali danni non patrimoniale, ex art. 2059 c.c.

Ad oggi, persiste una concezione esclusivamente medico legale del danno alla persona, mentre ai fini di un completo ed esauriente accertamento del danno non patrimoniale è necessaria anche una indagine diagnostica valutativa a carattere specialistico psicologico forense e soltanto in caso di accertata patologia psichica anche psichiatrico forense.

Lo psicologo forense è lo specialista più idoneo (sia nelle consulenze tecniche disposte dal Tribunale, sia nel settore assicurativo) per la valutazione del danno psichico e da pregiudizio esistenziale, avendo fra le sue competenze la possibilità di effettuare diagnosi con strumenti di indagine, quali il colloquio clinico e i test appropriati, ai fini dell’accertamento e la valutazione del danno (come consentito e disposto dall’art.1 della legge n° 56/89).


Il medico legale e lo psichiatra forense sono competenti per l’accertamento a carattere clinico medico e non psicologico del danno alla persona, in particolare in presenza di evidenti patologie psichiche.

Il danno psichico, coerentemente con l’art. 1223 c.c, richiede il risarcimento come:

  • lesione dell’integrità psichica
  • conseguenti mancate utilità patrimoniali.


La tabella per la quantificazione del danno psichico e da pregiudizio esistenziale costituisce un utile ed indispensabile strumento scientifico a carattere pluridisciplinare per la valutazione del danno alla persona.
La valutazione nella stessa proposta si riferisce alle conseguenze psichiche ed esistenziali che il danno, in qualità di conseguenze traumatiche, ha causato sia alle vittime sia ai familiari.

L’osservazione clinica e numerosi studi hanno osservato un rapporto causale tra eventi di vita e l’insorgenza di alcune sindromi psicopatologiche e i cambiamenti della personalità*; inoltre, numerosi studi hanno indagato le componenti biologico/encefaliche, sociali e contestuali nella risposta allo stress.

Il grado di risposta patologica ai veri eventi con i quali è costretto a interagire varia da individuo a individuo e dipende da numerosi fattori tra cui, oltre alle condizioni mentali della persona al momento del verificarsi dell’evento, il modo del tutto personale di spiegarsi l’evento all’interno della storia della propria vita e il significato personale che la persona stessa attribuisce all’evento.

Nella valutazione del danno alla persona gli illeciti e i reati si configurano come eventi psicosociali stressanti che possono generare un trauma di natura psichica.

Il danno, con il conseguente fallimento delle funzioni mentali integratrici (coscienza, memoria, schema corporeo, metacognizione, costruzione di “sintesi” di significato, ecc.), può produrre un’alterazione alla struttura e sovrastruttura dell’Io con ripercussioni e modificazioni permanenti della personalità.

 

Nota:
La personalità è generalmente definita come "un'organizzazione di modi di essere, di conoscere e di agire, che assicura unità, coerenza, continuità, stabilità e progettualità alle relazioni dell'individuo con il mondo" (Caprara, Pastorelli, 2001).
E' un sistema complesso che si sviluppa e funziona tramite interazioni continue con l'ambiente secondo rapporti di influenza reciproca)

Caprara, Pastorelli (2001), "Personalità" in Moderato P. Rovetto F. (a cura di) "Psicologo verso la professione", Editore Mc Graw-Hill

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