ansia

L'ansia

giotto_by_kandinsky

L’ansia è un’emozione. In quanto tale, non è da considerare necessariamente patologica o disfunzionale, ma piuttosto una condizione fisiologica e psicologica in sé “normale” e in alcuni casi adattiva e utile al conseguimento di un obiettivo. Per esempio, se dobbiamo sostenere un esame, fare un colloquio di lavoro, impegnarci in una prova agonistica, ecc., l’ansia è senz’altro un’emozione funzionale ad un’adeguata attivazione delle nostre risorse fisiche e mentali, e ad un favorevole investimento delle nostre energie.


FUNZIONI DELL'ANSIA
Una delle funzioni dell’ansia è quella di segnalarci il successo o l’insuccesso ne l raggiungere i nostri obiettivi e di attivare la nostre attività cognitive e organiche per il raggiungimento delle stesse.

Un'altra funzione dell'ansia, forse ancora più importante, è quella di costituire una tipica risposta alle situazioni di pericolo (reale o presunto tale). In questo senso, ha un’utile funzione difensiva. Contenuta entro certi limiti, dunque, l’ansia ha l’effetto, di proteggerci e ottimizzare le nostre prestazioni.

L’ansia può essere considerata “patologica” e disfunzionale quando, superando tali limiti, compromette l’efficienza e inibisce o, addirittura, paralizza (quando viene esperita nelle forme di paura, angoscia, terrore, panico), il desiderio di fare esperienze ed esplorare la vita, anche in assenza di un pericolo evidente e/o reale.

In casi del genere, l’ansia può ridurre o annullare il piacere di vivere delle situazioni normalmente positive e favorevoli, come possono essere le quotidiane occasioni di socializzazione, di partecipazione ad eventi festosi ed edonistici; può inoltre limitare l’autonomia degli spostamenti fisici da un luogo ad un altro, incidere negativamente, ostacolandole, nelle attività lavorative e, perfino, nelle relazioni affettive.


Accade spesso che a fronte di un affetto tanto intenso, non si sia in grado di comprendere il senso e individuare il reale pericolo che lo provoca, e ancor meno è possibile trovare una modalità che sollevi da uno stato tanto spiacevole e doloroso, o una modalità che consenta di trovare una risposta adattiva al pericolo reale.


Gli stati affettivi dell’ansia sono spesso connessi a quattro situazioni di pericolo :
- la perdita di una persona significativa (da cui derivano sentimenti di abbandono che si esprimo come rabbia, ansia, depressione e/o sensi di colpa)
- la perdita dell’amore, sentita come rifiuto (seguono rabbia, ansia, senso di colpa depressione, sensazione di essere privi di valore)
- la perdita dell’integrità corporea (spesso accompagnata a paure di mutilazione)
- la perdita della conferma della propria coscienza morale (derivano ansia, sensi di colpa, vergogna o sentimenti depressivi)


I SINTOMI DELL'ANSIA

Possono essere di natura cognitiva, somatica, relazionale:
I sintomi di tipo cognitivo possono includere distrazione, confusione e difficoltà di pensiero.

L’angoscia può produrre paura della separazione, dell’abbandono o rifiuto; di essere divorati o inghiottiti: di perdere il controllo della propria mente o del proprio corpo, crollare, morire, essere feriti, avere sé multipli; e ancora confusione rispetto ai confini del proprio corpo e del proprio senso di identità.

Tra le persone che hanno avuto attacchi di panico è comune la paura di avere paura, per cui vengono messi in atto dei comportamenti di evitamento al fine di prevenire un ulteriore attacco di panico.


I sintomi somatici possono includere tensione, mani sudate, batticuore, cerchio alla testa, urgenza di mingere e defecare, difficoltà respiratorie o sensazione di essere disconnessi dal proprio corpo. L’ansia può essere associata a vari gradi di arousal fisico (attivazione neurovegetativa) e del sistema nervoso autonomo.

I modelli di relazione possono includere comportamenti inadeguati determinati dalla paura di essere rifiutati, come aggrapparsi a qualcuno e cercare rassicurazioni; espressioni del senso di colpa; espressioni di conflitti relativi alla dipendenza, come sensazioni di oppressioni o soffocamento, di annegare o strozzarsi e oscillazioni tra avvicinare e allontanare da sé gli altri; comportamenti finalizzati all'evitamento e alla fuga dalle situazioni che riteniamo pericolose.


Quando l’ansia è intensa può essere causa di uno stress importante, può danneggiare il funzionamento lavorativo, sociale, affettivo e compromettere la qualità della vita in misura significativa. E’ importante dunque indagare le origini dell’ansia, cioè la o le paure ad essa sottostante, che spesso sono inconsapevoli.


La psicoterapia ad orientamento psicodinamico (psicoanalitico) è, in tal senso, particolarmente indicata, soprattutto se si è motivati a comprendere la matrice da cui derivano i sintomi e se si desiderosi di impegnarsi in un processo di cambiamento, anche quando l’ansia sia determinata prevalentemente da meccanismi biologici e neuronali.

La psicoterapia porta infatti generalmente a mutamenti funzionali o strutturali delle cellule, grazie alla plasticità di queste ultime, che è ampiamente dimostrata dagli studi neuroscientifici.


I disturbi d’ansia di più frequente riscontro nella pratica clinica sono: gli attacchi di panico , le fobie , il disturbo ossessivo compulsivo , il disturbo post-traumatico da stress .

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