• PSICOTERAPIA E GRUPPI

    DOTTORESSA LILLI ROMEO

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Consulenza e Sostegno Psicologico

Consulenza Psicologica

Il servizio di consulenza psicologica intende offrire alla persona che ne fa richiesta la possibilità di pensare e ri-pensare al problema, difficoltà o particolare momento critico che l’ha indotta a chiedere aiuto, così come alle soluzioni o strategie messe in atto fino a quel momento per fronteggiarlo, al fine di poterlo comprendere meglio e poter individuare, grazie alle proprie risorse e al supporto della psicologa, nuove possibili soluzioni.

Il rapporto di consulenza, che è limitato nel tempo e generalmente (ma non unicamente) relativo ad uno specifico problema fa parte delle varie modalità di intervento della psicologia clinica.

 

Le procedure elettive tramite cui si esplica possono essere:

  • Il colloquio, che è teso a favorire le personali capacità di auto-analisi al fine di promuovere, attraverso l’esame delle difficoltà presenti e, ove necessario, la loro integrazione con gli eventi della vita passata, lo sviluppo di una maggiore auto-consapevolezza
  • La somministrazione e interpretazione di test, i quali costituiscono un utile ausilio in ambiti quali l’orientamento scolastico e professionale, la stima delle risorse individuali, il completo inquadramento dei tratti di personalità, la valutazione psicodiagnostica

La scelta di associare o meno al colloquio clinico la somministrazione e interpretazione dei test dipende dall’orientamento teorico del terapeuta.

In ogni caso, dovrà essere primariamente cura della psicologa creare le condizioni di un contatto emotivo e comunicativo con la persona che chiede aiuto, offrendo comprensione, rispetto per le eventuali ansie e preoccupazioni che possono accompagnare l’avvicinarsi ad un’esperienza di questo tipo, e soprattutto calore. Questi costituiscono le premesse imprescindibili perché possa stabilirsi quell’alleanza terapeutica che facilita il legame (la relazione) e la motivazione al cambiamento (il successo dell’intervento o della terapia, qualora si rendesse necessario).

L’obiettivo sarà soprattutto quello di aiutare la persona a capire realmente se stessa e i suoi problemi, a ri-conoscere le sue competenze, capacità personali e risorse, sia emotive sia cognitive, al fine di restituirle fiducia nella propria autoefficacia, senso di continuità della propria vita e, soprattutto, la capacità di perseguire il proprio benessere autonomamente.

La raccolta degli elementi utili potrà consentire, inoltre, ove fosse necessario, l’eventuale indirizzo della persona verso un percorso psicoterapeutico più profondo.

Motivi per i quali può essere richiesta una consulenza psicologica:

  • alterazioni del tono dell’umore, depressione, fragilità emotiva;
  • problemi d’ansia: fobie, attacchi di panico;
  • difficoltà nella sfera sessuale sia maschile che femminile;
  • disturbi alimentari come anoressia, bulimia;
  • sintomi psicosomatici (gastriti, coliti, tachicardie, asma, cefalee, dolori pelvici, ecc.)
  • disturbi post-traumatici da stress: abuso sessuale, trauma da incidenti critici;
  • difficoltà nel rapporto con se stesso e con gli altri

Il sostegno psicologico

E’ un tipo di intervento che si propone di dare un supporto emotivo alla persona che chiede aiuto in un particolare momento di crisi o difficoltà di tipo esistenziale. Il fine è quello di rafforzare la struttura dell’Io e le capacità di adattamento della persona.
E’ utile nelle situazioni per le quali, nel corso della valutazione (Il primo incontro), la psicoterapia volta ad un lavoro più profondo, cioè di tipo trasformativo, non si rivela come la scelta più idonea.

La comprensione e la partecipazione empatica della psicologa nei confronti della sofferenza del paziente costituiscono un sostegno esclusivo ed essenziale volto a migliorare ed accrescere le competenze di mutamento e adattamento della persona rispetto alla particolare situazione problematica (lutti, separazioni, perdita del lavoro, difficoltà relazionali, cambiamenti connessi al ciclo di vita: menopausa, pensionamento, malattia di un membro della famiglia, ecc.)

La relazione che si stabilisce con la psicologa permette di cambiare in meglio il contatto con se stessi, con il proprio ambiente, con la propria quotidianità.

Cosulenza per problemi dell'Infanzia e dell'adolescenza

Consulenza Psicologica

E’ spesso difficile per i genitori (lo è a volte anche per il clinico) comprendere pienamente e distinguere soprattutto nei primi anni di vita del bambino, i comportamenti adeguati alla tappa di sviluppo che il figlio sta attraversando da quelli disadattativi o disfunzionali, a volte segni questi ultimi anche di problemi significativi che possono compromettere sia il benessere psicofisico del bambino sia quello della famiglia.

La diffusione di una cultura psicologica “colpevolista” rispetto alla famiglia, i pregiudizi culturali e le paure in particolare rispetto alla sana evoluzione di aree specifiche dello sviluppo del bambino (quelle relative all’identità sessuale, per esempio) sono a volte fonte di preoccupazioni e angosce notevoli da parte dei genitori.

Tali angosce spesso possono trovare una risposta dirimente e rassicurante anche in uno o pochi incontri con un professionista componente, che aiuti a distinguere tra “normalità” e “patologia”, o tra comportamenti accettabili e comportamenti che bisogna arginare.

La situazione rimane complessa anche in età adolescenziale. Le specificità di tale fase evolutiva, che è accompagnata da inevitabili e rapide trasformazioni di natura fisica e psicologica, rendono ancora una volta complessa tale distinzione.

A cosa è finalizzata la consulenza per i problemi dell'infanzia e dell'adolescenza?

La consulenza per i problemi dell’infanzia e dell’adolescenza è finalizzata dunque a fornire un parere competente e risposte mirate alla comprensione delle difficoltà (o più semplicemente alla comprensione dei cambiamenti osservabili in queste fasi dello sviluppo) o, quando il caso specifico lo richieda, a suggerire e mettere in atto interventi adeguati alla loro risoluzione, mediante la presa in carico, in collaborazione con i genitori, del problema o mediante l’indicazioni di professionisti o strutture idonee ad affrontarlo.

la collaborazione dei genitori

Collaborazione con i genitori

Se la funzione del terapeuta nel lavoro con i bambini è temporanea e finalizzata a consentire lo sciogliersi di questioni non semplici, la funzione dei genitori, invece, non cessa mai.

Questo vuol dire – come scrive Maria Luisa Algini ne “Il Viaggio con i bambini nella psicoterapia” Borla, 2007, – che, nella valutazione e nella psicoterapia del bambino, i genitori sono protagonisti necessari e insostituibili.

Spesso i genitori arrivano alla consultazione provati e preoccupati. Forte può essere il sentimento di impotenza, soprattutto quando sono stati consultati vari specialisti. In questi casi, naturalmente, il sentimento prevalente è l’angoscia di affrontare l’ennesimo tentativo a vuoto.

Allo stesso modo, possono coesistere sentimenti ambivalenti di fiducia e diffidenza, ma anche di timore e paura di non capire più il proprio bambino, di stare perdendo i contatti con lui.

Possono, ancora, prevalere i sensi di colpa per il dubbio di:

- essere causa dei problemi di bambino, di averlo addirittura danneggiato,

- di essersi accorti troppo tardi della serietà della situazione,

- di non aver potuto prevedere, prevenire, sopperire.

E’ fondamentale che la psicologa/terapeuta sappia accogliere e riconoscere tali stati interni, sappia accogliere e riconoscere i timori relativi a quanto si va intraprendendo, peraltro quanto mai legittimi e importanti.

Può accadere che i genitori si sentano impreparati a fare i genitori, perché sentono che i figli sono arrivati troppo presto o perché non sanno come conciliare le esigenze loro con le proprie.

Conoscere cosa in quel momento rende difficile la funzione genitoriale, sostenerla e renderla più vicina ai bisogni del bambino, tutto questo si costruisce un po’ alla volta con i genitori e negli incontri con loro.

Altrettanto importante è conoscere il mutare delle loro aspettative, i loro vissuti e le loro percezioni sulle difficoltà del bambino e su come questo, in caso di un’esperienza psicoterapeutica, sta evolvendo.

Per tutti questi motivi ad altri ancora i genitori sono necessari nella valutazione e nel lavoro terapeutico con i bambini.

E’ possibile così forse scoprire che essere protagonisti in questo Viaggio è un’occasione straordinaria non solo per conoscere il bambino, ma per conoscere se stessi (cfr., Algini, 2007, pp. 185-188).

Consulenza psicologica San giovanni, Consulenza psicologica Portuense, Consulenza psicologica Bravetta, Consulenza psicologica Casilina.

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