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Disturbi dell’alimentazione

Disturbi dell'alimentazione

disturbi dell'alimentazione

I disturbi dell’alimentazione sono caratterizzati da grossolane alterazioni del comportamento alimentare Sono principalmente classificati in anoressia nervosa e bulimia nervosa.
Nella loro eziologia sono riscontrabili senza dubbio fattori di natura culturale e ambientale (nella nostra società, la magrezza è considerata una virtù), ma non possono essere senz’altro considerati secondar quelli di natura biologica e intrapsichica.
La caratteristica essenziale dei disturbi dell’alimentazione è che l’autostima è intrinsecamente connessa alla forma e al peso corporeo.

Poiché i disturbi dell’alimentazione sono spesso parte di un equilibrio omeostatico all’interno della famiglia, coinvolgere la famiglia e in particolare i genitori nel percorso terapeutico, e nell’ambito di uno spazio separato da quello della o del figlio, può rivelarsi una risorsa di primaria importanza e utilità. Anche dei semplici interventi di sostegno e educazione, quando non vi sono le condizioni, la necessità, o la disponibilità ad un lavoro terapeutico, sono necessari a rafforzare la terapia individuale della persona che manifesta il sintomo e a favorirne gli esiti positivi.

anoressia

L'anoressia

anoressia

L’anoressia è caratterizzata da una ricerca esagerata e ostinata della magrezza in rapporto ad un opprimente paura di ingrassare. L’amenorrea è un tratto preminente di anoressia nelle donne.

La preoccupazione riguardo al cibo e la peso è una manifestazione di un disturbo più fondamentale del concetto di sé. La maggior parte dei pazienti con anoressia nervosa hanno la ferma convinzione di essere completamente impotenti e inefficaci. La malattia si manifesta in “brave bambine” (che si difendono da un più profondo sentimento di non valere nulla), che hanno speso tutta la loro vita cercando di compiacere i genitori, e diventano improvvisamente testarde e negativiste durante l’adolescenza.

L’esperienza del proprio corpo è di qualcosa separato dal Sé, come se appartenesse ai genitori. Queste ragazze, giovani donne, mancano di qualunque senso di autonomia, al punto da non sentirsi nemmeno capaci di tenere sotto controllo le loro funzioni corporee.

L’anoressia si produce come tentativo di cura di sé, per sviluppare attraverso la disciplina del proprio corpo un senso di individualità e efficacia interpersonale.

 

 

La psicoterapia analitica/psicodinamica è la pietra miliare per la cura di questo disturbo, poiché consente di valutare – e a questo deve essere orientata – il disturbo del Sé che ne è alla base e la qualità delle relazioni con le figure significative, in particolare i genitori, quelle reali e quelle interiorizzate.

La psicoterapia psicodinamica di gruppo può essere un utile trattamento aggiuntivo.VEDI ALTRI DISTURBI

BULIMIA

La bulimia

bulimia

La bulimia si caratterizza, rispetto all’anoressia, per il mantenimento di un peso relativamente normale e la presenza di abbuffate e dell’uso di purganti per liberare il corpo da calorie non desiderate e evitare un aumento di peso.

La rigida autodisciplina e la severa coscienza della paziente anoressica sono in netto contrasto con il comportamento dominato dagli impulsi della bulimica.

Le origini evolutive della bulimia hanno identificato ampie difficoltà rispetto alla separazione sia nei genitori che nella paziente.

Le persone anoressiche tendono a ritirarsi dalle relazioni interpersonali, mentre le persone bulimiche in genere usano le relazioni per ricevere danno o punizioni da fonti esterne. L’origine di questo bisogno di punizione viene individuato da alcuni autori (Mintz, 1988) in un’enorme riserva di aggressività inconscia diretta contro le figure genitoriali, rabbia che viene spostata sul cibo, il quale viene distrutto in maniera cannibalica.

 

Il trattamento terapeutico deve essere personalizzato. La psicoterapia analitica/psicodinamica rimane un trattamento di elezione (insieme, ne necessario, alla farmacoterapia), poiché la risposta ai metodi psicoeducativi o congnitivo-comportamentali è scarsa.

Anche in questo caso può essere un utile trattamento aggiuntivo la psicoterapia di gruppo. VEDI ALTRI DISTURBI

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